Checklist sito web: 25 cose che il tuo sito deve avere nel 2026
Hai un sito web per la tua attività, ma non sei sicuro che stia facendo il suo lavoro? È una situazione comune tra titolari di piccole imprese e professionisti: hanno investito nella creazione del sito, magari anche con un buon budget, ma i risultati non arrivano. Pochi contatti, poca visibilità su Google, clienti che non si fidano abbastanza da compilare il modulo di contatto.
Questa checklist è per te se: gestisci una piccola impresa, uno studio professionale o un'attività locale e vuoi capire se il tuo sito sta lavorando per te o contro di te. Non è per te se: cerchi una guida alla creazione di un sito da zero (per quello c'è un'altra guida) oppure gestisci un e-commerce con migliaia di prodotti — qui parliamo di siti vetrina e siti di servizi.
Il problema, nella maggior parte dei casi, non è il sito in sé, ma quello che manca al sito. Elementi tecnici, strutturali e di contenuto che fanno la differenza tra un sito che lavora per te e uno che occupa spazio su internet senza portare nulla.
Ho messo insieme questa checklist con 25 punti concreti e verificabili. Non è l'ennesimo elenco generico di consigli ("il sito deve essere bello e veloce"): ogni punto ha una soglia precisa, uno strumento per verificarlo e un'indicazione chiara su cosa fare se non lo superi.
Se il tuo sito web non porta clienti, probabilmente la risposta è in uno (o più) di questi 25 punti.

Perché ti serve una checklist per il sito web (e non l'ennesima lista generica)
Le checklist generiche hanno un problema: ti dicono cosa deve avere un sito, ma non come verificarlo. "Il sito deve essere veloce" non ti aiuta, se non sai cosa misurare, dove misurarlo e quale risultato è accettabile.
Questa checklist è diversa per tre motivi:
Ogni punto ha una soglia misurabile. Non "il sito deve caricarsi velocemente", ma "il Largest Contentful Paint deve essere sotto i 2,5 secondi, verificabile su PageSpeed Insights".
Ogni punto ha un livello di priorità. Alcuni elementi sono critici (se mancano, il sito sta perdendo clienti adesso); altri sono importanti ma possono aspettare qualche settimana.
C'è un sistema di punteggio. Alla fine della checklist puoi sommare i punti e capire a che livello è il tuo sito: critico, da migliorare o in buona forma.
Chi ha costruito il proprio sito da solo, magari seguendo un tutorial o usando un page builder, troverà qui i punti ciechi più comuni. Chi invece ha affidato il lavoro a un professionista può usare la checklist per verificare che tutto sia stato fatto a regola d'arte. Se stai pensando di creare un sito web fai da te, questa lista ti mostra anche cosa rischi di dimenticare.
Come usare questa checklist: il sistema di auto-valutazione
Prendi il tuo sito e verifica ogni punto. Per ciascuno dei 25 elementi, segna 1 punto se il tuo sito lo soddisfa, 0 punti se non lo soddisfa.
Alla fine dell'articolo trovi la tabella riassuntiva con il sistema di punteggio e l'interpretazione dei risultati.
Suggerimento pratico: apri il tuo sito in una scheda del browser e tieni questa pagina nell'altra. Verifica ogni punto in tempo reale; ci vogliono circa 30 minuti per completare la checklist.
Struttura e navigazione
La struttura del sito è il fondamento su cui tutto il resto si appoggia. Un sito con un design spettacolare ma una navigazione confusa è come un negozio bellissimo con la porta d'ingresso nascosta nel vicolo sul retro.
1. Homepage che comunica chi sei in 5 secondi
Il visitatore che arriva sulla tua homepage ha bisogno di capire tre cose nei primi istanti: chi sei, cosa fai e perché dovrebbe interessargli. Se la tua homepage si apre con un carosello di immagini generiche o con una frase tipo "Benvenuto nel nostro sito", stai sprecando l'attenzione del visitatore.
Come verificarlo: apri la homepage e coprila con la mano dopo 5 secondi. Riesci a completare la frase "Questo sito è di [chi] e fa [cosa] per [chi]"? Se no, la homepage ha bisogno di lavoro.
Una buona homepage ha una headline chiara nella parte superiore, un sottotitolo che spiega il beneficio per il visitatore e una call to action visibile senza scrollare. Se stai creando un sito da zero, la homepage è la prima pagina su cui investire tempo.
2. Menu di navigazione con massimo 6-7 voci
Un menu con 12 voci, sottomenu a tre livelli e link a ogni possibile pagina del sito non aiuta il visitatore: lo paralizza. La regola pratica è limitare il menu principale a 6-7 voci, organizzate in ordine di importanza per il visitatore (non per te).
Voci tipiche di un sito efficace: Home, Servizi (o Prodotti), Chi sono, Blog (se presente), Contatti. Se hai più di 7 voci, probabilmente alcune possono essere raggruppate o spostate nel footer.
3. Pagina "Chi sono" che costruisce fiducia
La pagina "Chi sono" è una delle più visitate di qualsiasi sito, soprattutto per liberi professionisti e piccole imprese. Eppure è anche una delle più trascurate: la maggior parte dei siti la riempie con un elenco di date, diplomi e frasi fatte ("passione e professionalità dal 2010").
Una buona pagina "Chi sono" racconta una storia: perché fai quello che fai, come lavori, quali problemi risolvi. Mostra la tua faccia (le persone si fidano delle persone, non dei loghi). Se hai certificazioni o casi di successo, questo è il posto giusto per mostrarli, ma con naturalezza, non come un elenco della spesa.
Questo è un punto che Google valorizza molto nei suoi criteri E-E-A-T (Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità): un autore riconoscibile e trasparente è un segnale di qualità.
4. Pagina contatti con mappa, telefono e form
Sembra banale, ma il numero di siti che nascondono le informazioni di contatto è sorprendente. La pagina contatti deve includere: indirizzo fisico (se hai una sede), numero di telefono cliccabile da mobile, indirizzo email, modulo di contatto semplice (nome, email, messaggio, niente di più) e, se pertinente, una mappa integrata.
Verifica: prova a contattarti dal tuo sito usando il cellulare. Il numero è cliccabile? Il form funziona? Ricevi la notifica?
Design e identità visiva
Il design non è decorazione: è comunicazione. Un sito con un design coerente comunica professionalità; un sito con colori a caso, font misti e immagini sgranate comunica il contrario.
5. Identità visiva coerente (colori, font, logo)
Il tuo sito deve usare una palette colori definita (massimo 2-3 colori principali più un colore d'accento per le CTA), uno o due font al massimo e un logo di qualità che funzioni sia su sfondo chiaro che scuro.
La coerenza visiva non riguarda solo il sito: deve essere la stessa che usi sui social, nei biglietti da visita, nelle email. Quando un potenziale cliente passa dal tuo profilo Instagram al tuo sito e trova un'identità visiva completamente diversa, la fiducia cala.
6. Design mobile-first, non solo responsive
C'è una differenza importante tra "responsive" e "mobile-first". Un sito responsive si adatta allo schermo dello smartphone, ma nasce pensato per il desktop. Un sito mobile-first viene progettato partendo dallo schermo più piccolo e poi espanso per schermi più grandi.
Perché è importante? Perché nel quarto trimestre 2024, secondo Statista, i dispositivi mobili hanno generato il 62,54% del traffico web mondiale. La maggioranza dei tuoi potenziali clienti arriverà sul sito dallo smartphone.
Come verificarlo: apri il tuo sito dal cellulare. I testi sono leggibili senza zoomare? I pulsanti sono abbastanza grandi da toccare con il dito? Il menu si apre e si chiude senza problemi? Prova anche a compilare il modulo di contatto: i campi sono abbastanza grandi? La tastiera copre il pulsante di invio?
Un altro test utile: apri la Search Console di Google e vai nella sezione "Esperienza sulle pagine". Se ci sono problemi di usabilità mobile, li troverai segnalati lì con l'indicazione delle pagine interessate. Google stessa usa il mobile-first indexing: la versione mobile del tuo sito è quella che viene analizzata e indicizzata. Se la versione mobile è incompleta o mal strutturata, ne risente il posizionamento su tutte le ricerche, anche quelle fatte da desktop.
7. Gerarchia visiva che guida l'occhio verso le CTA
Ogni pagina importante del sito deve avere un percorso visivo chiaro: titolo → sottotitolo → contenuto → call to action. Se l'occhio del visitatore vaga senza sapere dove guardare, il sito non sta facendo il suo lavoro.
La gerarchia si ottiene con dimensioni diverse dei testi, contrasto di colore (il pulsante CTA deve risaltare), spazio bianco attorno agli elementi importanti e allineamento coerente.
Performance e velocità
La velocità del sito non è un dettaglio tecnico: è il primo filtro che decide se un visitatore resta o se ne va. Google misura le performance attraverso i Core Web Vitals, e le usa come fattore di posizionamento.
8. LCP sotto i 2,5 secondi
Il Largest Contentful Paint misura quanto tempo impiega il contenuto principale della pagina a diventare visibile. Google considera "buono" un LCP sotto i 2,5 secondi. Sopra i 4 secondi, il sito è classificato come "scadente".
Come verificarlo: vai su Google PageSpeed Insights, inserisci l'URL del tuo sito e controlla il valore LCP sia per mobile che per desktop.
Le cause più comuni di un LCP alto: immagini non ottimizzate (troppo pesanti o in formato JPEG anziché WebP), hosting economico con tempi di risposta del server lenti, file CSS e JavaScript che bloccano il rendering.
9. INP sotto i 200 millisecondi
L'Interaction to Next Paint è la metrica che ha sostituito il First Input Delay nel marzo 2024. Misura quanto velocemente il sito reagisce quando il visitatore clicca un pulsante, apre un menu o interagisce con un elemento della pagina. La soglia "buona" è sotto i 200 millisecondi.
Se il tuo sito impiega mezzo secondo a reagire a un clic, il visitatore percepisce il sito come "rotto" o lento, anche se il contenuto si era caricato velocemente.
10. Immagini ottimizzate in WebP con lazy loading
Le immagini sono quasi sempre il fattore numero uno che rallenta un sito. Ogni immagine dovrebbe essere in formato WebP (o AVIF, per i browser che lo supportano), ridimensionata alle dimensioni effettive di visualizzazione e caricata con il lazy loading, cioè solo quando il visitatore scrolla fino a quel punto della pagina.
Test rapido: apri PageSpeed Insights e cerca l'avviso "Serve images in next-gen formats" o "Properly size images". Se appare, le immagini vanno ottimizzate.
SEO tecnica
La SEO tecnica è ciò che permette a Google di trovare il tuo sito, capire di cosa parla e decidere di mostrarlo nei risultati di ricerca. Senza una base tecnica solida, anche i migliori contenuti restano invisibili. Per una guida più completa, puoi leggere l'articolo su come farsi trovare su Google.
11. Title tag e meta description su ogni pagina
Ogni pagina del sito deve avere un title tag unico (il titolo che appare nella scheda del browser e nei risultati di Google) e una meta description (il testo che appare sotto il titolo nei risultati di ricerca). Il title tag deve contenere la keyword principale e restare sotto i 60 caratteri; la meta description tra 150 e 160 caratteri.
Come verificarlo: cerca il tuo sito su Google. I risultati mostrano titoli e descrizioni sensati e diversi per ogni pagina? Se vedi lo stesso titolo su più pagine, o se Google ha generato una descrizione automatica, c'è un problema.
12. Struttura heading corretta (un solo H1, H2-H3 gerarchici)
L'H1 è il titolo principale della pagina: deve essercene uno solo. Gli H2 sono i titoli delle sezioni principali; gli H3 i sotto-titoli. Questa gerarchia non è estetica: aiuta Google a capire la struttura del contenuto.
Un errore comune nei siti costruiti con page builder è usare gli heading per motivi grafici (un H3 perché "il font è della dimensione giusta") anziché per motivi strutturali. Il risultato è un sito con tre H1 sulla stessa pagina, H2 che saltano a H4 e Google che non capisce cosa sia importante.
13. Sitemap XML e robots.txt configurati
La sitemap XML è una mappa del sito che aiuta Google a scoprire e indicizzare tutte le pagine. Il robots.txt è un file che dice ai motori di ricerca quali parti del sito possono visitare e quali no.
Come verificarlo: apri tuosito.it/sitemap.xml e tuosito.it/robots.txt nel browser. Se uno dei due restituisce un errore 404, manca e va creato. Se usi WordPress, plugin come Yoast SEO o Rank Math li generano automaticamente.
14. URL brevi, descrittivi e senza parametri
Confronta questi due URL:
❌
tuosito.it/page/?p=1247&lang=it✅
tuosito.it/servizi/realizzazione-siti-web
Il secondo è leggibile, contiene la keyword e aiuta sia l'utente che Google a capire cosa c'è nella pagina. Se i tuoi URL contengono numeri, punti interrogativi e parametri criptici, la struttura dei permalink va rivista.
Stai scoprendo problemi su più fronti? È normale: la maggior parte dei siti di piccole attività ha almeno 5-8 punti da migliorare. Se preferisci un parere tecnico prima di proseguire, puoi richiedere un'analisi gratuita di 15 minuti — ti dico cosa sistemare per primo.
Contenuti che convertono
Il design attira, la velocità trattiene, ma sono i contenuti a convincere il visitatore a fidarsi di te e a contattarti.
15. Testi scritti per il tuo cliente, non per te
L'errore più comune nei siti di piccole imprese è questo: i testi parlano dell'azienda anziché del cliente. "Siamo leader nel settore dal 2005" non interessa a nessuno; "Ti aiutiamo a risolvere [problema specifico]" sì.
Ogni pagina del sito dovrebbe rispondere a una domanda del visitatore. La homepage risponde a "Cosa fa questa attività e come può aiutarmi?"; la pagina servizi risponde a "Cosa ottengo esattamente e quanto costa?"; la pagina chi sono risponde a "Posso fidarmi di questa persona?".
Se i testi del sito sono generici, senza benefici concreti e pieni di frasi fatte, il sito non sta convertendo quanto potrebbe. Questo è uno degli errori che uccidono le conversioni più sottili, perché il sito sembra "fatto bene" a prima vista.
16. Call to action chiare su ogni pagina importante
Ogni pagina con un obiettivo di business (homepage, servizi, landing page) deve avere almeno una call to action visibile. Non serve essere aggressivi: un pulsante con "Richiedi un preventivo gratuito" o "Scrivimi su WhatsApp" è sufficiente, purché sia visibile e coerente con il contenuto della pagina.
Regola pratica: se un visitatore arriva su una pagina e non capisce entro 10 secondi cosa vuoi che faccia (contattarti? iscriversi? comprare?), la CTA va ripensata.
17. Blog con almeno 1 articolo al mese
Un blog attivo dimostra competenza, migliora il posizionamento SEO e dà ai visitatori un motivo per tornare. Non serve pubblicare ogni giorno: un articolo al mese, purché sia utile, approfondito e ottimizzato, è sufficiente per iniziare a costruire autorevolezza.
Cosa pubblicare? Risposte alle domande che i tuoi clienti ti fanno più spesso, guide pratiche legate ai tuoi servizi, casi studio (anche anonimi) che mostrano come hai risolto un problema reale. Ogni articolo è un'opportunità per apparire su Google per una ricerca specifica che i tuoi potenziali clienti stanno facendo.
Un blog abbandonato (ultimo articolo: marzo 2023) è peggio di nessun blog: comunica che l'attività è ferma o che il titolare non ha tempo di curare la propria presenza online. Se non riesci a mantenere il blog aggiornato, meglio non averlo affatto piuttosto che lasciare un'ultima pubblicazione vecchia di tre anni.
Sicurezza e conformità legale
Un sito non sicuro o non conforme alla legge espone te e i tuoi clienti a rischi concreti, dalle sanzioni del Garante Privacy alla perdita di dati sensibili. Questi punti non sono opzionali.
18. Certificato SSL e protocollo HTTPS
Se il tuo sito inizia con http:// anziché https://, i browser moderni lo segnalano come "Non sicuro". Google Chrome mostra un avviso esplicito che scoraggia i visitatori dal proseguire. Il certificato SSL (quello che abilita l'HTTPS) è gratuito con Let's Encrypt e incluso nella maggior parte dei piani hosting.
Come verificarlo: guarda la barra degli indirizzi del tuo sito. Se c'è un lucchetto, sei a posto. Se c'è un avviso "Non sicuro", contatta il tuo hosting provider.
19. Privacy policy e cookie banner conformi al GDPR
Se il tuo sito raccoglie dati personali (anche solo tramite un modulo di contatto o Google Analytics), hai bisogno di una privacy policy aggiornata e di un cookie banner che permetta all'utente di accettare o rifiutare i cookie prima che vengano installati.
Attenzione: un cookie banner che dice solo "Questo sito usa i cookie, OK?" non è conforme al GDPR. L'utente deve poter rifiutare i cookie non essenziali con la stessa facilità con cui li accetta.
Questo fa parte dei costi di manutenzione di un sito web che molti dimenticano di considerare.
20. P.IVA visibile nel footer (obbligo di legge)
Se sei un libero professionista o un'azienda, la Partita IVA deve essere visibile sul sito web. È un obbligo previsto dall'art. 35, comma 1, del DPR 633/72 (confermato dalla Risoluzione n. 60/E del 16 maggio 2006 dell'Agenzia delle Entrate). La posizione più comune è il footer, dove resta visibile su tutte le pagine.
Per le società di capitali (SRL, SPA, SAPA) è obbligatorio indicare anche ragione sociale, sede legale, numero di iscrizione al registro imprese (REA) e capitale sociale, come previsto dall'art. 2250 del Codice Civile. Le sanzioni per la mancata pubblicazione della P.IVA vanno da 258 a 2.065 euro; per l'omissione dei dati societari, la sanzione è da 206 a 2.065 euro (art. 2630 c.c.).
21. Backup automatici e aggiornamenti regolari
Un sito senza backup è un sito che aspetta solo il momento giusto per perdere tutto: un aggiornamento andato male, un attacco hacker, un errore umano. I backup devono essere automatici, almeno settimanali, e conservati su un server diverso da quello del sito.
Gli aggiornamenti del CMS, dei plugin e dei temi devono essere eseguiti regolarmente (almeno una volta al mese). Ogni aggiornamento non applicato è una potenziale vulnerabilità di sicurezza. Se usi WordPress, plugin come UpdraftPlus o BlogVault offrono backup automatici con un clic; la maggior parte degli hosting professionali include backup giornalieri nel piano.
Come verificarlo: chiedi al tuo hosting provider o al tuo sviluppatore: c'è un sistema di backup automatico attivo? Quanti giorni di backup vengono conservati? È possibile ripristinare il sito in meno di un'ora? Se le risposte sono vaghe o negative, il sito è a rischio.
A questo punto della checklist, molti titolari si rendono conto che il sito ha più lacune di quanto pensassero. Ogni settimana in cui questi problemi restano irrisolti, il sito sta potenzialmente perdendo clienti e visibilità. Se vuoi sapere quali interventi avrebbero il maggiore impatto sulla tua situazione specifica, scrivimi per un'analisi gratuita.
Accessibilità e inclusione
22. Conformità WCAG 2.1 AA e European Accessibility Act
L'accessibilità web non è più solo una buona pratica: dal 28 giugno 2025, con l'entrata in vigore dell'European Accessibility Act, i siti e-commerce e i servizi digitali nell'Unione Europea devono rispettare standard di accessibilità basati sulle linee guida WCAG 2.1 livello AA.
Le microimprese con meno di 10 dipendenti e un fatturato inferiore a 2 milioni di euro sono esentate dall'obbligo per quanto riguarda i servizi digitali. Attenzione: l'esenzione non si applica ai prodotti (hardware, software destinato alla vendita). Ma anche se la tua attività rientra nell'esenzione, rendere il sito accessibile è una scelta intelligente: un sito accessibile funziona meglio per tutti.
Cosa significa in pratica:
Ogni immagine deve avere un testo alternativo (attributo alt) descrittivo
I contrasti tra testo e sfondo devono essere sufficienti (rapporto minimo 4,5:1)
La navigazione deve essere possibile anche solo con la tastiera
I form devono avere etichette associate correttamente ai campi
I video devono avere sottotitoli
Come verificarlo: usa lo strumento Lighthouse integrato in Chrome (tasto destro → Ispeziona → tab Lighthouse → spunta "Accessibility" → Analizza). Un punteggio sopra 90 è buono.
Monitoraggio e ottimizzazione
23. Google Analytics 4 e Search Console collegati
Non puoi migliorare quello che non misuri. Google Search Console ti mostra come Google vede il tuo sito: per quali keyword appari, quante impressioni e clic ricevi, se ci sono errori di indicizzazione. Google Analytics 4 ti mostra cosa fanno i visitatori una volta atterrati sul sito: quali pagine visitano, quanto restano, da dove arrivano.
Come verificarlo: accedi a search.google.com/search-console e verifica se il tuo sito è registrato. Se non lo è, è il primo intervento da fare oggi.
24. Monitoraggio Core Web Vitals almeno trimestrale
I Core Web Vitals non sono un controllo da fare una volta e dimenticare. Ogni aggiornamento del sito (nuovo plugin, cambio di hosting, aggiunta di immagini pesanti) può peggiorarli. Un controllo trimestrale con PageSpeed Insights, confrontato con i dati precedenti, ti permette di individuare i peggioramenti prima che impattino sul posizionamento.
Ottimizzazione per le AI
25. Dati strutturati e contenuti pronti per Google AI Overviews
Nel 2026, Google non mostra solo una lista di link: per molte ricerche genera una risposta automatica (AI Overview) che sintetizza le informazioni trovate sul web. Se il tuo sito è una fonte che le AI possono citare, hai un vantaggio competitivo enorme.
Per essere citato dalle AI, il tuo sito deve avere:
Dati strutturati (schema.org): markup JSON-LD che dice esplicitamente all'AI cosa sono i contenuti della pagina (un servizio, una FAQ, un articolo, un'attività locale). Puoi verificare i tuoi dati strutturati con il validatore schema.org.
Risposte chiare e dirette: quando una sezione del sito risponde a una domanda specifica, la risposta deve trovarsi nelle prime 40-60 parole dopo il titolo della sezione, non sepolta in un paragrafo di 300 parole.
Informazioni aggiornate: le AI privilegiano i contenuti con date recenti. Una pagina aggiornata nell'ultimo anno ha più probabilità di essere citata rispetto a una ferma al 2022.
Per approfondire l'argomento, puoi leggere l'articolo dedicato su Google AI Overviews e come posizionarsi.
Sito amatoriale vs professionale: la tabella che ti apre gli occhi
Questa tabella mette a confronto cosa trovi tipicamente in un sito amatoriale (fatto in fretta, senza strategia) e cosa trovi in un sito professionale che lavora per l'attività del titolare.
Dimensione | Sito amatoriale | Sito professionale |
|---|---|---|
Homepage | Carosello di immagini stock, nessuna CTA | Headline chiara, proposta di valore, CTA visibile |
Velocità | 5-8 secondi di caricamento | Sotto i 2,5 secondi (LCP) |
Mobile | "Funziona", ma testi microscopici | Progettato mobile-first, CTA tappabili |
Testi | Copia-incolla dalla brochure aziendale | Scritti per il cliente, con benefici concreti |
SEO | Nessun title tag, nessuna meta description | Ogni pagina ottimizzata, sitemap presente |
Sicurezza | HTTP, nessun backup | HTTPS, backup automatici, aggiornamenti |
Cookie/Privacy | Banner generico "OK" | Banner GDPR conforme con scelta granulare |
Analytics | "Qualcuno ci ha detto di installarlo" | GA4 + Search Console, report mensili |
Contenuti | Ultima modifica: 2022 | Blog attivo, pagine aggiornate |
Accessibilità | Mai considerata | WCAG 2.1 AA verificato con Lighthouse |
Se il tuo sito ha più somiglianze con la colonna di sinistra che con quella di destra, è il momento di intervenire.
Il tuo punteggio: come interpretare i risultati della checklist
Somma i punti ottenuti sui 25 elementi della checklist.
Punteggio | Livello | Cosa significa |
|---|---|---|
0-8 | 🔴 Critico | Il sito sta attivamente danneggiando la tua attività. Probabili problemi di sicurezza, visibilità zero su Google, nessuna conversione. Intervento urgente. |
9-16 | 🟡 Da migliorare | Il sito funziona, ma ha lacune importanti che limitano i risultati. Con 3-5 interventi mirati puoi fare un salto di qualità significativo. |
17-21 | 🟢 Buono | Il sito ha una buona base. Concentrati sui punti mancanti per passare da "buono" a "eccellente". |
22-25 | 🏆 Eccellente | Il tuo sito è tra i migliori della tua nicchia. Mantienilo aggiornato e continua a pubblicare contenuti di qualità. |
Vuoi la checklist in formato PDF da stampare e spuntare punto per punto? Scrivimi dalla pagina contatti e te la mando gratis.
Cosa fare adesso: i primi 3 interventi da fare oggi
Se hai completato la checklist e il punteggio non ti soddisfa, non cercare di sistemare tutto in un colpo. Ecco i tre interventi con il maggiore impatto, in ordine di priorità:
Installa il certificato SSL (se mancante). È gratuito, richiede pochi minuti e elimina l'avviso "Non sicuro" che sta allontanando i visitatori.
Registra il sito su Google Search Console. È gratuito e ti dà visibilità immediata su come Google vede il tuo sito, quali errori ha trovato e per quali ricerche stai apparendo (o non apparendo).
Ottimizza le immagini. Se il sito è lento, nel 90% dei casi la causa sono le immagini. Convertile in WebP, ridimensionale alle dimensioni effettive di visualizzazione e attiva il lazy loading.
Se dopo la checklist ti rendi conto che il sito ha bisogno di un intervento più profondo, puoi leggere la guida su come scegliere un web developer per capire a chi affidarti senza rischiare di buttare soldi. Attenzione a chi ti promette "tutto incluso a 299 euro": un intervento serio richiede analisi, pianificazione e test, non solo qualche clic su un pannello di controllo.
Preferisci una mano? Posso fare un'analisi gratuita di 15 minuti del tuo sito e dirti esattamente quali punti della checklist non stai superando, con le priorità ordinate per impatto sul business. Ti mostro i problemi, ti spiego cosa sistemare per primo e ti lascio decidere se procedere in autonomia o con il mio supporto. Ogni mese che passa con questi problemi attivi è un mese di clienti che non ti trovano o non si fidano abbastanza da contattarti. Scrivimi qui — rispondo entro 24 ore.
Domande frequenti
Quante pagine deve avere un sito web per una piccola attività?
Non esiste un numero fisso, ma la maggior parte delle piccole attività ha bisogno di almeno 5 pagine: homepage, servizi (o prodotti), chi sono, contatti e almeno una pagina blog. Quello che conta non è il numero di pagine, ma che ogni pagina abbia un obiettivo chiaro e contenuti utili per il visitatore. Un sito con 5 pagine ben fatte converte molto più di un sito con 20 pagine generiche.
Ogni quanto bisogna aggiornare un sito web?
I contenuti dovrebbero essere rivisti almeno ogni 6 mesi per verificare che le informazioni siano ancora corrette (prezzi, servizi, orari). Gli aggiornamenti tecnici (CMS, plugin, temi) vanno fatti almeno una volta al mese per ragioni di sicurezza. Il blog, se presente, dovrebbe avere almeno 1 nuovo articolo al mese.
Come capisco se il mio sito è veloce abbastanza?
Vai su PageSpeed Insights e inserisci il tuo URL. Controlla le tre metriche Core Web Vitals: LCP (deve essere sotto 2,5 secondi), INP (sotto 200 millisecondi) e CLS (sotto 0,1). Se tutte e tre sono in verde, il sito è veloce. Se una o più sono in giallo o rosso, ci sono margini di miglioramento.
Il mio sito è fatto con WordPress: questa checklist vale lo stesso?
Sì, tutti i 25 punti si applicano indipendentemente dalla piattaforma. Che il sito sia fatto con WordPress, con un CMS proprietario o sviluppato su misura, i requisiti di velocità, sicurezza, SEO e accessibilità sono gli stessi. WordPress ha il vantaggio di avere plugin che facilitano molti di questi interventi (Yoast per la SEO, WP Rocket per la velocità, Complianz per il GDPR), ma i plugin da soli non bastano: vanno configurati correttamente.
Quanto costa sistemare un sito che non supera la checklist?
Dipende da quanti punti mancano e dalla complessità del sito. Alcuni interventi sono gratuiti e fattibili in autonomia (installare SSL, registrarsi su Search Console, ottimizzare le immagini). Altri richiedono un professionista (ristrutturare la navigazione, riscrivere i testi, implementare dati strutturati). Per un sito vetrina di una piccola attività, un intervento di ottimizzazione completo varia tipicamente tra 500 e 2.000 euro, a seconda del punto di partenza.
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